Questa domenica per “Le Grandi Interviste” ho avuto il piacere d’intervistare il Segretario di Stato per l’UE al Ministero degli Esteri del Governo Sanchez in Spagna Luis Marco Aguiriano Nalda nonché massimo esperto di politiche internazionali al Parlamento Europeo. Buona lettura!
Gentile Marco, lei è stato per decenni il massimo esperto di politiche internazionali al Parlamento Europeo e poi il Segretario di Stato per l’UE al Ministero degli Esteri del Governo Sanchez in Spagna. Chi meglio di Lei può analizzare il nuovo contesto geopolitico mondiale e la situazione europea oggi. Ci faccia la sua fotografia del mondo nuovo che ci consegna la pandemia e quanto sia distante dal mondo bipolare che abbiamo conosciuto fino al crollo del Muro di Berlino.
Le mie risposte saranno brevi, ma, spero, molto chiare. Non voglio semplificare eccessivamente, ma dopo 35 anni di pratica e esperienze molto diverse e ricche, lascerò la dialettica per uno altro giorno…
Il mondo bipolare cominciò a sparire con il movimento dei non allineati, dopo la decolonizzazione.
Ma è vero che negli ultimi 30 anni, la multipolarizzazione si è accelerata esponenzialmente. In quanto a quello che conosco meglio: l’Europa è in mezzo di un triangolo irregolare con tre vertici (USA, Russia e Cina). E’ urgente che si affermi di più, politicamente, passando del soft power allo smart power, se non vuole diventare un magnifico parque turistico e di attrazione di tutto tipo per queste tre super potenze. Speriamo che lo strong power non divenga necessario, anche se deve essere sufficientemente dissuasivo.
L’Occidente sta perdendo la sua egemonia e nuovi players stanno crescendo a dismisura, penso alla Cina in particolare. Come dovrebbe comportarsi l’Europa in questo nuovo contesto?
Con Biden si sta ricostruendo una buona relazione bilaterale. Ma non basta più. Per l’Europa è cruciale sviluppare relazione più profonde con il resto dell’Asia, come bilanciamento dell’influenza cinese, e, innanzi tutto non lasciare la Cina consolidare, senza l’UE, la sua presenza, già importante, in Africa. Parallelamente, l’UE deve avere una politica propria verso la Cina, indipendente da quella degli Stati Uniti.
L’elezione di Biden alla Presidenza degli Stati Uniti d’America ha segnato però una svolta rispetto all’autoisolamento di Trump?
E’ chiaro, ma come precisato sopra, la relazione con gli Stati Uniti non è più sufficiente in questo mondo multipolare, dove tutto è immediato e urgente. E Trump può anche tornare…
Proprio in queste settimane è riesploso in forme feroci e drammatiche il conflitto tra Israele e Palestina, è il solito tentativo di marginalizzare i moderati da parte delle forze più radicali dei due campi?
Questo è probabilmente il più grande dramma delle relazioni internazionali impotenti…
Non credo che il nuovo governo di Israele, in formazione, cambierà molto la situazione. Penso che ci sono due attori fondamentali che devono cambiare radicalmente: Hamas deve rinunciare completamente alla lotta armata e sedersi al tavolo di negoziazione. La lobby ebrea in USA- la chiave rimane lì, si è visto con gli accordi passati- deve aiutare a fare capire a Israele (come ai tempi di Rabin e Peres) che il dialogo e gli accordi sempre portano ad un futuro più stabile, sicuro -prima per loro- è giusto, nel rispetto delle risoluzioni dell’ONU.
E cosa si muove nel Mediterraneo? Turchia, Egitto, Siria, Libia, Iran…come la vede?
Paghiamo, ancora la definizione artificiale di frontiere post coloniale…
La stabilità verrà solo con l’aumento della prosperità… accompagnata da sicurezza e stabilità, con naturalità.
Mentre il mondo vede i più ricchi e potenti esserlo ogni giorno di più, e i poveri e deboli non progredire, ma piuttosto al contrario, il futuro non può essere pieno di speranza.
La naturalezza umana è così, sopporta male le differenze troppo ingiustificate e non reagisce sempre pacificamente…
Solo il multilateralismo, il dialogo, anche lungo e ripetuto, la negoziazione e gli accordi possono migliorare questo panorama. La Costruzione europea lo dimostra come miglior esempio. Quasi 80 anni di pace, dopo secoli, e secoli, di guerre… E’ un equilibrio fra prosperità e stato del benessere. Efficacia economica e politiche sociali, accompagnate, da tutte le libertà civili e gli altri diritti delle democrazie moderne.
E poi c’è l’Africa …
Si, se non organizziamo, anche nel nostro intesse un futuro più prospero per il nostro continente vicino, il nostro futuro non sarà roseo… Il cambio climatico, la desertificazione e la demografia continueranno a portarci migranti, logicamente, per esempio. Questo continente di una ricchezza naturale e minerale…. immensa e un potenziale di sviluppo enorme, e l’Europa può -deve-contribuire meglio e di più a dare un futuro a questa gioventù africana, che non sceglie di immigrare per piacere…ma per drammatiche necessità Italiani e spagnoli ne sappiamo un po’…
Ci dica la sua sulle grandi sfide del nuovo mondo: la riconversione energetica, il superpotere delle grandi piattaforme digitali, le nuove ingiustizie, la gestione dei dati personali, le pandemie…
Per rispondere ci vorrebbe un libro… O due…. Allora, una considerazione valevole per tutte le sfide: dopo la pandemia c’è la possibilità, forse l’ultima, di rifondare le relazioni internazionali, con la consapevolezza duramente acquista della nostra debolezza contra certi fenomeni, e della necessità, anche, di cambiare tante brutte abitudini, cominciando dal rispetto del nostro pianeta, la nostra casa. Senza peccare di ingenuità sono convinto che solo le soluzioni comuni a problemi comuni, che non hanno frontiere, ci possano dare un futuro migliore. I nostri leaders, spinti da noi, devono veramente utilizzare e rispettare i meccanismi multilaterali di cooperazione che si sono dati liberamente, peraltro, dopo altre catastrofi, cominciando dall’Onu.
Chiudiamo con l’Europa…bene sul Recovery Fund, male sui vaccini, possiamo avere speranze in un esito riformatore della conferenza sul futuro della UE?
Tutti questi processi di riflessione e riforme in Europa hanno sempre un risultato. Non sempre spettacolare, ma non si torna in dietro (o solo molto temporalmente), si avanza, si fanno progressi. Siccome ci sono dei meccanismi di partecipazione dei cittadini a questa conferenza, conto su di loro – è un appello! – per garantire che anche questa volta “haremos camino al andar”.
Grazie dr. Aguiriano è stato un grande onore averla intervistata e sicuramente i nostri lettori ne saranno felici. Complimenti per il suo ottimo italiano
Un piacere, grazie a lei.